
Ecco i primi dati relativi all’uso di Kesimpta (Ofatumumab) in quei pazienti che devono sospendere il Natalizumab x rischio di PML.
sabato 26 aprile 2025 18:16
In questo studio multicentrico real-world, è stata valutata l’efficacia e la sicurezza del passaggio da natalizumab a ofatumumab nei pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (RRMS). Natalizumab è noto per la sua alta efficacia, ma anche per il rischio di sviluppare una complicanza seria come la leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML). Per questo motivo, si è voluto esplorare l’uso di ofatumumab come strategia alternativa in pazienti considerati ad alto rischio o che presentavano segni di attività di malattia.
Il lavoro ha coinvolto 42 pazienti provenienti da nove centri italiani. Dopo una sospensione di natalizumab di circa 38 giorni, i pazienti hanno iniziato la terapia con ofatumumab e sono stati monitorati per almeno un anno. Durante il follow-up sono stati raccolti dati clinici (ricadute, progressione di malattia), radiologici (RM cerebrale) e sulla qualità di vita e soddisfazione del trattamento.
I risultati sono molto incoraggianti: a 12 mesi solo il 15% dei pazienti ha mostrato segni di attività di malattia, mentre il tasso annualizzato di ricadute (ARR) è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al periodo con natalizumab. Importante sottolineare che non sono stati registrati casi di rebound della malattia, né eventi di PML o infezioni severe, elementi che confermano un buon profilo di sicurezza. Inoltre, i pazienti hanno riferito una maggiore soddisfazione verso il nuovo trattamento già dopo 3 mesi (valutata con il questionario TSQM) e un miglioramento dell’impatto globale della malattia sulla vita quotidiana (misurato tramite il MSIS-29) dopo 6 mesi.
In conclusione, ofatumumab si conferma una valida opzione terapeutica per i pazienti che necessitano di interrompere natalizumab per ragioni di sicurezza, offrendo un’alternativa efficace, sicura e percepita come più comoda.


